Tra le mura della Basilica di San Lorenzo Maggiore, dove gli strati di epoca greca e romana premono sotto il calpestio dei fedeli, si consuma un corpo a corpo tra la materia e il tempo. Al centro di questo scontro c’è lui: un Crocifisso ligneo del XVII secolo, un’opera potente e drammatica che non ha un nome a cui appoggiarsi.
Il mistero del creatore
Chi era l’artista che, nel pieno del Seicento napoletano, scolpì questo legno? Un maestro di bottega rimasto nell’ombra? Un talento solitario che ha consegnato il suo dolore a una figura sacra per poi sparire nei vicoli della storia? Di lui non restano documenti, solo la forza dei tagli nel legno e l’intensità di un volto che sfida i secoli. Questo silenzio sull’autore rende ogni colpo di scalpello ancora più denso di significato, come un messaggio in bottiglia spedito da un passato oscuro e senza volto.

Il protocollo del cantiere: la sfida tecnica
Il tempo, però, non ha avuto pietà dell’anonimo maestro. L’intervento di restauro, avviato nell’ottobre 2025, è un’operazione di precisione quasi chirurgica che si muove su binari tecnici rigorosi:
• Anamnesi e Consolidamento: La struttura lignea presentava criticità strutturali. Il primo passo è stato il consolidamento della fibra per arrestare il degrado biologico e materico.
• La Ricostruzione dell’Insieme: L’operazione più complessa riguarda la ricollocazione del braccio sinistro nell’originaria sede, un intervento di statica e precisione per restituire l’assetto anatomico corretto.
• Pulitura Selettiva: La rimozione dei depositi superficiali e delle sostanze sovrammesse sta riportando alla luce la cromia originale, nascosta da decenni di ossidazione.
• Integrazione delle Lacune: Le parti pittoriche mancanti vengono trattate per restituire continuità alla lettura dell’opera, senza però cancellare il segno del tempo, rispettando l’integrità storica del manufatto.


L’intervento, che si concluderà a fine aprile 2026, vede l’installazione di una struttura portante — un ponteggio tecnico — necessaria per operare a diversi metri d’altezza sopra l’altare della settima cappella, dedicata a Santa Lucia.
I restauratori continuano a interrogare il legno. Forse, tra una scalfittura e uno strato di lacca, l’autore ignoto ha lasciato una traccia che solo l’occhio attento della scienza saprà decifrare.
Il Restauro del Crocifisso Ligneo grazie ad ANCoS
Il recupero dell’opera si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione del patrimonio artistico italiano, promosso dall’ANCoS grazie ai fondi raccolti con il 5×1000. L’intervento prevede un’analisi dettagliata dello stato di conservazione, la pulitura della superficie pittorica e il consolidamento dei materiali originali, al fine di restituire all’opera il suo splendore originario senza alterarne l’autenticità storica.



Conclusione del progetto di restauro il 9 Maggio a Napoli
L’importanza del restauro sarà al centro dell’evento ufficiale di presentazione che si terrà il 9 maggio a Napoli. Durante l’incontro, esperti del settore illustreranno il percorso di recupero dell’opera, evidenziando il ruolo determinante della solidarietà e del mecenatismo culturale. Il restauro del Crocifisso ligneo di San Lorenzo Maggiore rappresenta non solo un’opportunità di salvaguardia artistica, ma anche un’occasione per sensibilizzare il pubblico sull’importanza della tutela del patrimonio culturale.

